Dal gruppo del Pd al Senato, disegno di legge contro il femminicidio

La senatrice del Pd Anna Finocchiaro ha ripresentato il disegno di legge per la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Oltre che dal presidente del gruppo Pd Luigi Zanda, il disegno di legge è stato sottoscritto finora dalla metá dei senatori democratici, tra i quali Valeria Fedeli, Silvana Amati, Maria Teresa Bertuzzi, Rita Ghedini, Manuela Granaiola, Leana Pignedoli, Roberta Pinotti, Filippo Bubbico, Rosaria Capacchione, Felice Casson, Rosa Maria Di Giorgi, Miguel Gotor, Luigi Manconi, Andrea Marcucci, Riccardo Nencini, Francersca Puglisi, Laura Puppato, Angelica Saggese e Magda Zanoni ed è ancora in corso la raccolta delle firme.

“Il 27 settembre 201- spiega Anna Finocchiaro- il ministro Fornero ha sottoscritto a Strasburgo, per l’Italia, la Convenzione del Consiglio d’Europa contro il cosiddetto femminicidio e la violenza di genere. Si è trattato di un atto importante che è venuto con il mandato del Parlamento, visto che era stata approvata una nostra mozione di impegno specifico al governo. Ora è necessario dare corso alla ratifica, bloccata a causa del termine della legislatura”. La Convenzione è, infatti, “fondamentale per la prevenzione e il contrasto perchè definisce e punisce la violenza contro le donne basata sul genere, enfatizzando il carattere discriminatorio di ogni violenza che sia ‘diretta contro una donna in quanto tale’ e istituisce un Gruppo internazionale di esperti indipendenti con l’incarico di monitorare l’attuazione del trattato da parte degli Stati aderenti. Il contrasto al femminicidio e alle violenze contro le donne, come è noto, riguarda anche il nostro Paese”.

Basti pensare che “il 76 per cento delle violenze avviene in Italia ad opera di ex partner, mariti, compagni o persone conosciute. Non a caso il Rapporto sulla violenza contro le donne redatto per il Consiglio dei diritti umani dell’Onu da Rashida Manjoo afferma che ‘in Italia sono stati fatto sforzi da parte del Governo, attraverso l’adozione di leggi e politiche. Questi atti non hanno però portato a una diminuzione dei femicidi e non sono stati tradotti in un miglioramento della condizione di vita delle donne e delle bambinè. Crediamo dunque- conclude Anna Finocchiaro- che sia fondamentale introdurre nell’ordinamento italiano questo importante strumento di prevenzione e lotta a un fenomeno di natura  soprattutto culturale“.

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