ABUSIVISMO, ATTENZIONE A CASI SPECIFICI IN CAMPANIA

“Stiamo parlando di un milione di abitanti coinvolti, non di mille. Non tutti sono responsabli degli abusi, ci sono terzi che hanno acquistato in buona fede, per sempio, o che hanno ereditato case ritenendo che fossero in regola e invece non lo erano e lo hanno scoperto dopo. Casette piccole, molte. Alcune sono in zone dove non è possibile e non era possibile ottenere il condono anche nel 2003, come quelle in aree a rischio idrogeologico. E per quelle non si puà far nulla, e devono andare via”.

Insomma, il concetto è che si deve rispettare la legge ma facendo attenzione ad una situazione estremamente particolare e delicata. Rosaria Capacchione, senatrice del Pd, lo dice lasciando la riunione della commissione Giustizia che ha esaminato il ddl, proposto dal senatore Ciro Falanga (Pdl), con il quale si vuole togliere alla Magistratura la competenza in materia di esecuzione delle demolizioni, come ha denunciato nei giorni scorsi Legambiente.

“C’è un problema oggettivo – precisa Capacchione – stiamo parlando di un’area come la Campania, soprattutto il comprensorio Napoli-Caserta, dove mancano i presupposti a monte: non esistevano i piani regolatori, i piani di fabbricazione. Ci sono paesi rimasti con i piani di fabbricazione degli anni 50. Per cui anche volendo chiedere l’autorizzazione, non la potevi chiedere perchè non c’era lo strumento. Questo è il quadro.

“Da campana, la mia posizione è che in Campania si sta studiando, a prescindere dagli schieramenti politici, una soluzione per rivalutare i termini del condono edilizio del 2003 e di riammettere nei termini chi nel 2003 e di riimmettere nei termini chi nel 2003 avrebbe avuto diritto a fare la domanda di condono e non l’ha potuto fare”, spiega Rosaria Capacchione, senatrice del Pd. Una posizione volta ad evitare una situazione di “ingiustizia di fatto così complessa”, aggiunge Maurizio Buccarella, senatore del Movimento 5 stelle.

(Articolo dell’agenzia Dire)

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