Balotelli e dintorni: lasciate che a cinguettare siano solo gli usignoli

di Rosaria Capacchione

Forse gliel’hanno chiesto per offrirgli la possibilità di cancellare il brutto incidente di Scampia, la gita tra le case di spaccio in compagnia di due uomini del clan. Oppure, perché una bella notizia meritava una corona ancora più bella, l’adesione di SuperMario alla causa del Quarto Calcio. Oppure ancora perché l’hanno chiesto a tutti, e come non farlo se la Nazionale di Cesare Prandelli si spostava su un campetto di periferia per gemellare la sua maglia azzurra con quella della squadra confiscata alla camorra? Lui, invece, ha snobbato l’offerta. E ci può anche stare che un giovanissimo calciatore non voglia diventare un simbolo della lotta al malaffare. L’ha snobbata, però, in maniera arrogante: diciotto caratteri, spazi compresi. “Questo lo dite voi” ha scritto SuperMario su Twitter, smentendo la Gazzetta dello Sport che in prima pagina lo aveva indicato tra i simboli dell’impegno contro la camorra, che poi è la ragione della trasferta flegrea dell’undici nazionale. Ha anche aggiunto: “Io vengo perché il calcio è bello, tutti devono giocarlo dove vogliono e poi c’è la partita».

Poteva risparmiarsela. Anzi, doveva risparmiarsela. Perché in tribuna, a Quarto, c’erano centinaia di ragazzi con le t-shirt di Libera e di Polis: tutti o quasi ad aspettare lui, con i palloncini rossi e tanta voglia di partecipare; tutti o quasi vittime degli effetti drammatici di oltre trent’anni di dominio mafioso. Sono, quei ragazzi, gli eredi di un territorio devastato dagli omicidi, dalle estorsioni, dalla rapina delle campagne e del mare, dall’uso scellerato delle discariche. Sono ragazzi che nello sport cercano una speranza e un sogno di riscatto e che all’avventura del Quarto Calcio stanno partecipando con l’entusiasmo della passione e della sfida.

Lui, invece, SuperMario, con il suo improvvido cinguettio, con le parole e con gli atti, si è mostrato “poco assennato”. Si è comportato  “scioccamente, senza garbo, da ignorante, in modo irritante”. A dirla con la Treccani, da imbecille.

Ora, ad eccezione di qualche tifoso milanista, sono tutti d’accordo sul fatto che Mario Balotelli sia generalmente senza garbo, sciocco, irritante. La sintesi  lapidaria che ne ho fatto è stata apprezzata da qualcuno in meno. Poco male. Più gravi e preoccupanti sono alcuni commenti alle mie dichiarazioni. Mi viene contestato: “Perché un calciatore dovrebbe diventare un simbolo anticamorra? Perché dovrebbe diventare un altro Saviano? Che c’entra il calcio con la lotta alla camorra, che compete a magistrati, poliziotti, carabinieri? Perché dovrebbe diventare il testimonial di qualcosa che non gli interessa e che neppure conosce? Perché non apprezzare la sua onestà intellettuale, per essersi saputo sottrarsi alla retorica?”.

Condivido qualcosa, dissento da tutto il resto. Il fatto che si finge di ignorare è che Balotelli, a prescindere dalla sua volontà, è un simbolo. Lo è perché è un grande campione, amato (e odiato) dai tifosi, personaggio pubblico in conseguenza delle sue prodezze (non solo positive) sul campo e della sua pubblicizzatissima vita privata. Lo è perché per tanti ragazzi è l’esempio vivente di come dal nulla si possa diventare un re, sia pure del pallone. Lo è perché indossa la maglia azzurra della Nazionale e negli schemi di gioco è l’uomo deputato a segnare e far vincere la squadra. Gli piaccia o no ha delle responsabilità. E il suo ruolo gli avrebbe imposto almeno di tacere. Invece non ha saputo resistere alla tentazione del cinguettio, ha imposto che si riparlasse del suo tour a Scampia e delle sue ambigue  (sia pur inconsapevoli) amicizie con camorristi e trafficanti di droga.

Si dirà: è solo un ragazzo. Credo che sia giunta l’ora che il ragazzo inizi a crescere, e non solo nella classifica dei marcatori. Altrimenti sarà costretto a tenersi le critiche, anche quelle più aspre, consolandosi con le parole che Mino Maccari scrisse quasi un secolo fa: “Lo sport è l’unica cosa intelligente che possono fare gli imbecilli”.

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4 thoughts on “Balotelli e dintorni: lasciate che a cinguettare siano solo gli usignoli

  1. Buongiorno. Riguardo al fatto che sia amato da qualcuno avrei qualche dubbio, a meno che non sia come Berlusconi: tutti ne parlano male ma poi e’ sempre li’. Riguardo alle dichiarazioni fatte (o presunte tali) chissa’ perche’ mi viene sempre da pensare a un “complottino” (anche se a fin di bene). Senza di quelle la notizia della visita della nazionale a Quarto non se la sarebbe cagata nessuno, invece cosi’ non s’e’ parlato d’altro. Caro vecchio Wilde: “Parlatene bene, parlatene male, basta che ne parliate”.

  2. Balotelli è un imbecille, ma probabilmente non è una cosa molto furba anche il continuare a dargli spazio ed importanza dal popolo dei giornalisti italiani…….
    Chi nasce tondo non muore quadrato, è inutile e sciocco stare a rimarcarlo ogni giorno…..

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