Guerra all’economia mafiosa per rilanciare il Mezzogiorno

Le mafie danneggiano il Mezzogiorno?

«Il tasso di disoccupazione elevatissimo della Campania, tra i più alti d`Itala, è in gran parte determinato dall`economia malata infiltrata da logiche criminali. Se da un lato il ricorso massiccio al racket e all`usura ha impoverito l`economia di eccellenza della Campania, dall`altro l`attività di riciclaggio ha prodotto false offerte occupazionali e speranze destinate a svanire nel giro di pochi mesi grazie al vorticoso giro di cambi di compagini societarie».

L`interesse dei boss per il ciclo dei rifiuti è ancora vivo?

«L`ultimo sequestro del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha dimostrato che la camorra sta mettendo le mani su importanti brevetti detenuti da imprese del Nord specializzate nelle bonifiche. È stato un imprenditore ligure a denunciare le pressioni ricevute da persone vicine al clan dei casalesi appena nel dicembre scorso quando stava ormai consolidandosi l`opinione di una sostanziale messa in liquidazione dello stesso clan. Opinione evidentemente sbagliata visto l`attivismo nel settore del risanamento ambientale, nel quale si suppone arriveranno ingenti provvidenze pubbliche».

Come frenare le imprese mafiose?

«Sono necessarie due cose: il rigorosissimo controllo sulle società e la creazione di una white list. Assistiamo a un`applicazione schizofrenica della normativa antimafia: talune prefetture, in violazione della legge sugli appalti, negano il nulla osta antimafia a imprese che avevano lavorato fino al giorno del sequestro e che invece, paradossalmente, vengono bloccate quando passano sotto il controllo dello Stato. Un comportamento che finisce con l`agevolare la convinzione che le organizzazioni mafiose danno lavoro mentre lo Stato lo toglie. È poi fondamentale lo sfruttamento in termini produttivi delle smisurate ricchezze confiscate ai clan. In materia esiste una proposta di legge della Cgil che sarà messa in agenda dal prossimo governo».

Nitto Palma dice: il Pd non è un partito serio perché ha una candidata indagata. Vero?

«Non è proponibile accostare il reato di associazione esterna alla camorra oltre a vari reati con l`ipotesi di una calunnia che avrei detto in un bar. Non c`è altro. So solo che un giornale ha tirato fuori delle intercettazioni mai ammesse in questo processo iniziato nel 2004 e, guarda caso, apparse nel giorno in cui Palma aveva convocato una conferenza stampa per difendere Cosentino»

Fonte: Il Mattino

Bene cattura Schiavone ma emergenza ancora attuale

“L’arresto di Carmine Schiavone, figlio del capoclan dei Casalesi e attuale reggente dell’organizzazione, segna un punto importante nell’azione di contrasto alla camorra. Ma indica anche l’esistenza di un vulnus e di un’attualitá nell’emergenza criminale in provincia di Caserta”. A dichiararlo è Rosaria Capacchione, capolista Pd al Senato in Campania.

“La cattura dei grandi latitanti non ha, infatti, sconfitto il clan che, attraverso le nuove generazioni, sta mettendo in atto una strategia, se possibile ancora piú violenta di quella dei genitori, per recuperare il terreno perduto, far continuare lo stato di paura di imprenditori e commercianti, riprendere il controllo del territorio attraverso il pervicace e sistematico ricorso all’intimidazione e all’estorsione” aggiunge Capacchione.

“Attivitá ancora piú pericolosa in un periodo di grave crisi economica e occupazionale e in concomitanza con una campagna elettorale che si preannuncia particolarmente aspra. Accanto ai complimenti alle forze dell’ordine e alla magistratura per l’eccellente lavoro svolto anche in questa occasione – continua Capacchione – si ribadisce l’impegno del Pd per rafforzare le misure di contrasto alle mafie e per il sostegno alle vittime, a partire dalla modifica della legge anticorruzione e del codice penale lì dove punisce il voto di scambio politico-mafioso”, conclude Capacchione.