Chiusura campagna elettorale: piazza Plebiscito con Pierluigi Bersani; Caserta con Enrico Letta

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Per un’antimafia concreta. Capacchione: “Ecco il nostro modello Caserta”

“Inserire l’antimafia in Costituzione per dare un supporto concreto all’attuazione normativa, a partire dall’articolo 18, che regola la libertà di associazione, all’articolo 41 che regola, invece, le attività produttive con l’obbligo da parte dello Stato di incentivare le attività produttive in quelli che sono i beni confiscati e sequestrati”. Parte proprio da queste integrazioni la ‘cornice’ a quella che è la nuova antimafia presentata dalla capolista al Senato, Rosaria Capacchione, lunedì mattina, in una conferenza stampa presso il coordinamento provinciale del Partito Democratico di Caserta. Presenti anche i candidati casertani al Parlamento Camilla Sgambato, Stefano Graziano e Dario Abbate. “Un pacchetto di norme per un’antimafia concreta – ha detto Capacchione – contenute in un documento sottoscritto da tutti i candidati del Pd, di facile attuabilità, ma che possono andare nella direzione di un circuito virtuoso per la ripresa dell’economia del territorio”. “Tutti quei territori che sono stati fortemente danneggiati dalle infiltrazioni di stampo mafioso – continua la giornalista anticamorra – difficilmente dopo lo scioglimento sono ritornati ad una gestione ordinaria. Per questo motivo, sono indispensabili interventi collaterali che vadano al di là di quello repressivo/giudiziario”. “Tra le modifiche – prosegue Capacchione – prevediamo anche quella del 416 ter del codice penale, in quanto un forte problema è costituito anche alla sostituzione di dipendenti degli enti locali ritenuti contigui alle organizzazioni criminali. Sostituzioni rese  impossibili anche dai vincoli di bilancio”. Prevista anche l’introduzione di una ‘White list’. “La white list – spiega la capolista al Senato – va ad agevolare il reinserimento di quelle aziende che ne hanno i requisiti, una sorta di ‘bollino blu’ per chi è stato più bravo, un punteggio premiale come si fa per i concorsi, il tutto con evidenti vantaggi per l’accesso al credito e per l’ottenimento di finanziamenti pubblici nei confronti di chi decide di schierarsi e fare fronte comune contro l’illegalità, ma anche di natura compensativa in quanto si sa che, almeno in alcuni contesti a maggiore tasso di criminalità, atteggiamenti virtuosi possono risultare economicamente penalizzanti. Un ulteriore elemento di valutazione sarà condotto per definire la soglia economica delle caratteristiche principali del rating, fissando dei parametri più restrittivi rispetto a quelli della norma che sono di natura facoltativa, richiedibile da aziende con fatturato annuo globale di almeno 2 milioni di euro riferito anche al gruppo di appartenenza”. Per quanto riguarda le bonifiche la Capacchione dice: “Il primo punto del programma di Bersani è proprio quello di partire dalla bonifiche per il ripristino del territorio e dare un minimo di dignità alla Campania per promuovere le sue eccellenze, dai prodotti tipici dell’agricoltura alla produzione della mozzarella e, di conseguenza, aumentare le offerte di lavoro”. 

Capacchione ospite della Confindustria Caserta: “Riprendiamoci quello che era nostro”

“Riprendere la direzione imboccata con il programma Industria 2015 con la reintroduzione del credito di imposta, oltre a tutte le agevolazioni fiscali utili a favorire l’innovazione e la tecnologia”. E’ uno degli obiettivi per il sostegno alle imprese di cui ha parlato la candidata al Senato del Pd, Rosaria Capacchione, durante l’incontro tenutosi lunedì mattina nella sede dell’Unione Industriali di Caserta. La giornalista è stata accolta dai vicepresidenti Vincenzo Schiavone, Daniela Mastrangelo e dai componenti del direttivo. Nel corso del dibattito gli imprenditori casertani hanno manifestato le loro preoccupazioni sulla crisi industriale che ha portato ad un decremento del 25% della produzione negli ultimi 5 anni e un aumento del 100% del tasso di disoccupazione. Un’emergenza, dunque, economica e sociale. Per la candidata democratica “la responsabilità non è soltanto della classe dirigente, ma anche dei cittadini che hanno contribuito ad eleggerla e a creare un sistema che ha comportato conseguenze disastrose”. A proposito di “disastri”, la capolista del Pd ha citato quello di Castel Volturno: “E’ la raffigurazione plastica di cosa ha fatto la Provincia di Caserta in 30 anni di collusioni, affari tra imprenditoria rapinatrice, la camorra e la politica corrotta. Se facciamo autocritica, e partiamo dal presupposto che, chi più e chi meno, abbiamo sbagliato partecipando a quel sistema, allora possiamo ricominciare”. E per ricominciare, secondo la Capacchione, “bisogna che ci riprendiamo quello che era nostro”. “Abbiamo uno dei monumenti più importanti d’Europa, la Reggia di Caserta, che cade a pezzi – ha detto la giornalista alla Confindustria casertana –. Abbiamo un’eccellenza del manifatturiero tessile, qual è la seta di San Leucio, che oggi viene falsificata”. Bisogna, dunque, valorizzare queste eccellenze. Tra le proposte avanzate dall’esponente del Pd, la “creazione di un percorso archeologico, artigianale e gastronomico collegato alla Reggia per incentivare l’economia locale”. Un rilancio che deve passare anche attraverso il recupero dei crediti vantati dalle imprese nei confronti degli Enti pubblici: “Le imprese falliscono – dice la Capacchione – perché le pubbliche amministrazioni non pagano e pretendono anche il tributo”. Senza dimenticare la necessità delle bonifiche sulle quali la giornalista lancia l’allarme: “La camorra sta tentando di mettere le mani sulle società che devono occuparsi delle bonifiche. Non dobbiamo permetterlo”.  

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“Un paese libero da condizionamenti criminali”

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“Ho accettato con entusiasmo la proposta del segretario Pier Luigi Bersani di continuare con il Pd, in Parlamento, la battaglia per un Paese – e un Mezzogiorno – libero da condizionamenti criminali”.
Rosaria Capacchione ha aderito alla proposta di legge della Cgil per il riutilizzo delle aziende confiscate alle mafie. “Mi impegno a portare nel prossimo parlamento questa proposta di legge, anche se non dovesse raggiungere le 50mila firme che servono per poter essere presentata come proposta di legge di iniziativa popolare. Le aziende confiscate alla mafia devono essere considerate un patrimonio di tutti, messo a disposizione della collettività, di chi ne ha bisogno. Dobbiamo far in modo di riutilizzare le aziende che erano della mafia, per produrre e creare lavoro”.

Guerra all’economia mafiosa per rilanciare il Mezzogiorno

Le mafie danneggiano il Mezzogiorno?

«Il tasso di disoccupazione elevatissimo della Campania, tra i più alti d`Itala, è in gran parte determinato dall`economia malata infiltrata da logiche criminali. Se da un lato il ricorso massiccio al racket e all`usura ha impoverito l`economia di eccellenza della Campania, dall`altro l`attività di riciclaggio ha prodotto false offerte occupazionali e speranze destinate a svanire nel giro di pochi mesi grazie al vorticoso giro di cambi di compagini societarie».

L`interesse dei boss per il ciclo dei rifiuti è ancora vivo?

«L`ultimo sequestro del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha dimostrato che la camorra sta mettendo le mani su importanti brevetti detenuti da imprese del Nord specializzate nelle bonifiche. È stato un imprenditore ligure a denunciare le pressioni ricevute da persone vicine al clan dei casalesi appena nel dicembre scorso quando stava ormai consolidandosi l`opinione di una sostanziale messa in liquidazione dello stesso clan. Opinione evidentemente sbagliata visto l`attivismo nel settore del risanamento ambientale, nel quale si suppone arriveranno ingenti provvidenze pubbliche».

Come frenare le imprese mafiose?

«Sono necessarie due cose: il rigorosissimo controllo sulle società e la creazione di una white list. Assistiamo a un`applicazione schizofrenica della normativa antimafia: talune prefetture, in violazione della legge sugli appalti, negano il nulla osta antimafia a imprese che avevano lavorato fino al giorno del sequestro e che invece, paradossalmente, vengono bloccate quando passano sotto il controllo dello Stato. Un comportamento che finisce con l`agevolare la convinzione che le organizzazioni mafiose danno lavoro mentre lo Stato lo toglie. È poi fondamentale lo sfruttamento in termini produttivi delle smisurate ricchezze confiscate ai clan. In materia esiste una proposta di legge della Cgil che sarà messa in agenda dal prossimo governo».

Nitto Palma dice: il Pd non è un partito serio perché ha una candidata indagata. Vero?

«Non è proponibile accostare il reato di associazione esterna alla camorra oltre a vari reati con l`ipotesi di una calunnia che avrei detto in un bar. Non c`è altro. So solo che un giornale ha tirato fuori delle intercettazioni mai ammesse in questo processo iniziato nel 2004 e, guarda caso, apparse nel giorno in cui Palma aveva convocato una conferenza stampa per difendere Cosentino»

Fonte: Il Mattino