La confisca dei beni all’imprenditore dell’eolico, dimostra il pericolo infiltrazioni mafione nel settore delle energie pulite

La confisca di beni per oltre un miliardo di euro, operata dalla DIA, in danno di un imprenditore collegato al boss di Cosa Nostra Matteo Messina Denaro, che con le sue aziende era leader nel settore dell’energia eolica, segnala l’estrema attualità del pericolo di infiltrazioni criminali nel settore strategico delle energie verdi.

Si tratta di un pericolo segnalato di recente anche dalle indagini della Dda di Napoli e del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere a carico di persone vicine al clan dei Casalesi. Indagini sulle infiltrazioni nell’eolico da parte di soggetti contigui alla camorra sono in corso anche in Molise. Si impone, dunque, la massima attenzione investigativa e la più accorta vigilanza per impedire che la criminalità organizzata si appropri di aziende e know how fino a monopolizzare il comparto.