Con la norma approvata oggi la lotta alla mafia è più efficace

Oggi il Senato ha approvato in via definitiva il ddl sullo scambio politico mafioso. Si tratta di un momento che il Paese aspettava da 30 anni. Grazie a questa norma, già dalle prossime elezioni europee del 25 maggio, sarà possibile punire il voto di scambio non solo quando questo avviene con il pagamento in denaro. Fino ad oggi infatti, il nostro ordinamento non considerava scambio politico mafioso quello per cui il voto viene dato in cambio di altre utilità se non quelle in denaro.

Grazie alla norma che il parlamento ha finalmente approvato, chiesta tra l’altro da quasi mezzo milione di cittadini che hanno posto il loro nome a sostegno della petizione di Libera e Gruppo Abele, si potrà perseguire in maniera più efficace il voto di scambio in qualsiasi modo esso avvenga. In questi giorni qualcuno ha sbraitato contro questo provvedimento, addirittura dichiarando che la mafia s’è impossessata dello Stato e si fa le leggi da sola. In un giorno come questo, abbiamo il dovere di ricordare che questa norma viene da lontano, da una lotta alla mafia che ha visto cadere uomini retti e coraggiosi.

Questa norma rende giustizia ai tanti che si sono battuti in nome di un Paese migliore. Ed è importante che già con le elezioni del 25 maggio sarà in vigore. Oltre le urla inconcludenti di molti, è sicuramente un segnale chiaro che il parlamento italiano da alle mafie.

CONTRO GLI ATTI MAFIOSI LA COMUNITA’ DI CASAL DI PRINCIPE SI STRINGA ATTORNO AI RAGAZZI DI LIBERA

Prima la strana rapina (una gambizzazione mascherata?) in danno dell’ex sindaco di Casapesenna, poi l’atto vandalico a Teano: chi si era illuso che la camorra casalese fosse stata sconfitta ora è costretto a ricredersi. Due episodi tanto gravi impongono una riflessione e l’intervento del ministro dell’Interno.

Il gesto intimidatorio e mafioso avvenuto sui terreni di Libera ai danni della cooperativa Terre di don Peppe Diana è solo l’ultimo di una lunga serie e purtroppo non credo sarà l’ultimo. Proprio per questo motivo, non dobbiamo far mancare la nostra vicinanza alla cooperativa intitolata a don Peppe Diana e, anzi, invito la popolazione di Casal di Principe a stringersi ancor più ai volontari di Libera e al loro lavoro quotidiano.

Almeno un paio di volte l’anno, siamo abituati a vedere atti di vandalismo, autentiche intimidazioni camorristiche sui terreni che lo Stato ha sottratto alle mani dei clan e ha affidato a quelle di centinaia di ragazzi che ogni giorno su quegli stessi terreni portano la loro fatica e il loro sudore, per produrre frutti ormai conosciuti in tutta Europa. Due anni fa proprio a Casal di Principe, sempre in questo periodo, fu distrutto l’impianto di irrigazione, infilata colla nel lucchetto del portone, così come un anno fa a inizio estate fu dato fuoco ai campi di grano sulle terre confiscate a Pignataro.
Si sappia, però, che i frutti delle terre confiscate non si fermeranno. Si moltiplicheranno anzi i ‘pacchi alla camorra’, confezionati con i prodotti delle terre restituite allo Stato, che ormai esportati ovunque, saranno il marchio di questa rinascita.