LO SPEZZATINO DEI TRIBUNALI PORTA VANTAGGI SOLO AI CLAN

Intendo ribadire la mia convinta contrarietà allo spezzettamento dei tribunali, che porterebbe gravi danni alle indagini e alla lotta alla criminalità organizzata, specialmente in territori dove la presenza dei clan è maggiormente invasiva, come nella provincia di Caserta.

Purtroppo non si tratta di una semplice e banale questione campanilistica, ma come già fatto osservare sia dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, sia dal Csm, la dislocazione della sede dell’istituendo Tribunale di Napoli nord ad Aversa significa consegnare a due diversi tribunali processi e attività di indagine su aree strettamente collegate, che rappresentano di fatto un unico territorio dove operano i clan di camorra.

Non possiamo in alcun modo consentire che i clan combattuti con enormi difficoltà, ma con grande tenacia, in tutti questi anni, trovino giovamento dalla riforma dei tribunali. Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere inoltre, è in questo momento punto centrale di importanti e delicati processi a carico di esponenti politici imputati di reati di camorra, e per questo va ancor più tutelato.

GIUSTIZIA: CANCELLIERI “NO MARCIA INDIETRO SU GEOGRAFIA GIUDIZIARIA”

CATANIA (ITALPRESS) – “Il tribunale di Nicosia rappresenta una
voce forte così come sono altrettanto forti le altre voci sul
territorio nazionale. Bloccare quella riforma, come sapete, e’
praticamente impossibile. Ci stiamo quindi riflettendo, ma grandi
spese non c’e’ ne sono”. Lo ha detto il Ministro della Giustizia
Annamaria Cancellieri oggi pomeriggio a Catania durante
l’inaugurazione del reparto detenuti dell’ospedale Cannizzaro,
parlando della nuova geografia giudiziaria. Ad attendere il
ministro c’era una delegazione del Tribunale di Nicosia, destinato
alla chiusura, che l’ha contestata poco prima che presenziasse ad
un convegno.

GIUSTIZIA: ANAI, NO A SMANTELLAMENTO TRIBUNALE DI NAPOLI

GOVERNO DEL ‘FARE MALE’, ARROGANZA SU REVISIONE SELVAGGIA
GEOGRAFIA GIUDIZIARIA
      Roma, 24 giu. (Adnkronos) – “Sono 19 le ordinanze dei tribunali
italiani di rimessione alla Corte Costituzionale e 11 le sentenze e
ordinanze dei Tar di tutt’Italia che hanno annullato o sospeso
illegittimi provvedimenti di soppressione di uffici giudiziari. Una
ecatombe giudiziaria che fa ben sperare nella pronuncia della Corte
Costituzione, la cui udienza e’ fissata per i giorni 2 e 3 luglio”. Lo
afferma l’Associazione nazionale avvocati italiani (Anai), denunciando
che “si parla addirittura dello smantellamento del Tribunale di Napoli
e della creazione a settembre di un nuovo Tribunale ad Aversa presso
la Reggia Aragonese che attualmente ospita la scuola di formazione
della polizia penitenziaria”.
      “Confidiamo che la Consulta voglia esaminare tutti (e non solo
alcuni) dei provvedimenti di rimessione – dichiara il presidente Anai
Maurizio De Tilla – ma intanto il ministero della Giustizia,
noncurante delle illegittimita’ continua a fare affermazioni che
ignorano gli accertamenti giudiziari e propongono immediati
trasferimenti ed allocazioni di uffici senza alcuna razionalita’”. “A
parte l’illegittimita’ dell’istituzione del Tribunale di Napoli Nord –
continua – si tratta di una sede assolutamente inidonea ed
improponibile che peggiora enormemente la situazione giudiziaria del
territorio. Il che non e’ concepibile in un rapporto corretto tra
cittadini e Amministrazione della giustizia”.
      “Con la collocazione del nuovo tribunale – continuato il
presidente Anai- verrebbero ‘spezzettate’ le competenze nelle indagini
sul clan dei Casalesi tra il tribunale di S. M. Capua Vetere e il
fantomatico Tribunale di Napoli Nord. E poi perche’ si insiste in
perentorie affermazioni senza cautela quando il Tar Campania ha
sospeso qualsiasi provvedimento di soppressione e di trasferimento in
attesa della decisione della Corte Costituzionale?”, chiede. ” Sulla
giustizia – conclude – possiamo dire che assistiamo ad una politica
insensata di un governo del ‘Fare male'”.

Dalla riorganizzazione dei tribunali in corso, grave pericolo di agevolazione ai clan

Apprendo con grande disappunto che le obiezioni mosse dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e dagli organismi investigativi in merito al contrasto alla camorra nell’area al confine tra le province di Napoli e Caserta sono state trasformate in una banale e anacronistica questione di campanile.

L’annuncio dato dal Guardasigilli al Csm in merito alla dislocazione della sede dell’istituendo Tribunale di Napoli nord ad Aversa va in direzione contraria ai rilievi mossi nell’autunno scorso dalla Dda e ad aprile del 2013 dallo stesso Csm: il contrasto al clan dei casalesi, con il suo carico di processi e attività di indagine, è stato così consegnato a due distinti tribunali che avranno competenze su aree strettamente collegate, che sono un unico territorio di conflitto da parte del clan dei casalesi. Tanto per citare un esempio, i luoghi delle stragi del 2008 sono stati separati dai luoghi in cui quelle stesse stragi sono state decise.

Ancor più grave appare la decisione, in quanto presa nel mezzo di una delicata trattativa tra il parlamento e lo stesso dicastero, in merito alla revisione delle circoscrizioni giudiziarie di cui proprio quella di Santa Maria Capua Vetere è punto centrale. Decisione che cade, inoltre, proprio quando quest’ultimo Tribunale in cui sono stati celebrati tutti i più importanti processi contro il clan dei casalesi sta ospitando i procedimenti a carico di esponenti politici imputati di reati di camorra. Se il ministro dovesse confermare questa volontà, le organizzazioni criminali che operano nel casertano ne trarranno un sicuro giovamento; allo stesso tempo l’istituendo Tribunale avrà un tale carico di lavoro da rendere impraticabile sin da ora ogni previsione di rapida celebrazione dei processi.